Mammografia Digitale

Che cos’è?

È una particolare radiografia delle mammelle che impiega una bassissima dose di raggi X, grazie alle moderne apparecchiature che utilizzano sistemi digitali.
Proprio in virtù della bassissima dose di raggi X, è possibile eseguire periodicamente mammografie senza significativi rischi.
Questo permette, infatti, di ripetere l’esame anche una volta l’anno, cominciando dopo i 40/45 anni a seconda dei casi.
Non procura dolore, al massimo solo un lieve e momentaneo disagio per il delicato sistema di compressione sulla mammella, necessario per ottenere immagini più nitide e precise.
Attualmente vengono effettuate due tipi di Mammografia:

  • Mammografia di Screening che rientra nel Piano Sanitario Nazionale di Prevenzione Oncologica
  • Mammografia Clinica che viene integrata da Visita Senologica e da eventuale Ecografia Mammaria

Come si svolge?

Non occorre osservare particolari accorgimenti nei giorni precedenti l’esame.
La fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini; tuttavia è preferibile eseguire l’esame mammografico evitando la fase periovulatoria (metà cicloe/o premestruale qualora la mammella risultasse in tali periodi particolarmente dolente.

È opportuno evitare l’uso locale di qualsiasi tipo di cosmetico: olio, crema e soprattutto talco.

Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X, è opportuno che non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre; evitare quindi l’esame se non è possibile escludere con sicurezza un’eventuale gravidanza.

MammografiaL’esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile.
L’apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell’immagine mammografica.
Normalmente vengono eseguite due o tre radiografie per ciascuna mammella con riprese dall’alto verso in basso, obliquamente e lateralmente, per una completa visione di tutta la ghiandola.
L’esame dura pochi minuti e può essere completato anche da una valutazione clinica della mammella.

Completata la mammografia non rimangono segni o alterazioni cutanee sulle mammelle, dolore e non vi è alcuna raccomandazione da osservare nei giorni successivi, né terapia da fare.
Talvolta il Medico Radiologo può richiedere, a completamento della mammografia anche un esame ecografico, che non è mai sostitutivo, ma complementare, perché mirato sulle immagini radiografiche.
La documentazione dell’esame effettuato può essere registrata e consegnata alla paziente su supporto informatico (CD) o su pellicola radiografica.
Entrambi i sistemi documentali vanno conservati con cura (le pellicole radiografiche non devono essere piegate) e presentati ad ogni successivo controllo.

Quando è indicata?

La mammografia è la metodica principale che permette al medico radiologo di diagnosticare neoplasie della mammella anche in fase precocissima, quando cioè il loro trattamento può determinare la completa guarigione.
Questa tecnica permette, infatti, di individuare i tumori in fase iniziale, di dimensioni a volte di pochi millimetri, ancora non palpabili né documentabili con altri esami medici.
Proprio per la capacità della mammografia di diagnosticare tumori molto piccoli, essa diventa l’esame ideale e indispensabile per il controllo di tutte le donne oltre i 40 anni, età in cui il rischio di ammalarsi aumenta in modo significativo.

MammografiaI controlli al seno purtroppo però hanno dei limiti intrinseci, con possibilità di errore diagnostico (falso positivo o falso negativo) legati a vari fattori.
Circa il 15-20% dei tumori mammari non si vede alla sola mammografia per cui si rende necessario completare l’esame con la visita senologica e l’ecografia.
Nonostante l’esecuzione delle suddette procedure diagnostiche circa il 10-15% delle neoplasie si rende evidente solamente nei controlli successivi (il cosiddetto “cancro intervallo“).
È per questo che è molto importante rispettare la periodicità dei controlli.

 
 

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